Mastoplastica additiva Dual Plane

Aumento del seno con protesi per seni poco voluminosi o svuotati e per asimmetrie mammarie.

Mastoplastica additiva a Pisa, Lucca, Livorno


La mastoplastica additiva con protesi è indicata nelle pazienti che presentano un seno poco voluminoso (ipoplasia) o svuotato a causa di dimagrimenti e gravidanze, o in caso di eventuali asimmetrie.

Aumento del seno

Il seno è una delle parti più importanti del corpo della donna perché ne caratterizza la femminilità e la sensualità. La mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico che consente di aumentarne le dimensioni, correggerne la forma e di migliorarne l’aspetto.

L’aumento del seno avviene mediante l’impianto di protesi mammarie di ultima generazione e rimane l’intervento più eseguito in chirurgia estetica, oltre a quello che maggiormente incide sul benessere psicofisico delle pazienti prima ancora che sull’aspetto estetico.

Prima e dopo

  • Mastoplastica additiva aumento del seno
  • risultato mastoplastica additiva a tre settimane dall'intervento - prima e dopo
  • per un grosso aumento di volume ho utilizzato protesi ergonomiche di ultima generazione. Ecco il prima e dopo a seguito di un intervento di mastoplastica additiva.
  • Il dottor riccardo marsili esegue una mastoplastica additiva con una tecnica personalizzata per una rapida ripresa. Riceve a Lucca, Pisa e Livorno.
  • Mastoplastica additiva lucca con tecnica dual plane
  • mastoplastica additiva Pisa con tecnica Dual Plane

Le tipologie di protesi

Ogni donna presenta caratteristiche e aspettative diverse, per questo esiste un’ampia gamma di protesi mammarie differenti per stile, forma, dimensioni, consistenze, volumi, altezze e proiezioni. La scelta accurata di queste caratteristiche, in relazione alle caratteristiche anatomiche della paziente, assicura un risultato naturale e armonioso per ogni intervento.

Utilizzo tutte le tipologie di protesi mammarie: anatomiche, rotonde o ergonomiche, in silicone o in poliuretano, al fine di adattarmi completamente sia ai desideri della paziente (per quanto riguarda la forma, il volume e la consistenza mammaria desiderate) sia alla conformazione anatomica della paziente.

Le protesi mammarie in Gel Silicone

Le protesi mammarie più utilizzate sono quelle riempite in gel di silicone (altamente coesivo) racchiuso da un involucro costituito da silicone solido. Sono prodotti assolutamente sicuri e affidabili (in caso di rottura dopo un trauma, evento particolarmente raro, i moderni gel di silicone coesivi non determinano spargimento fuori dal guscio della protesi).

L’involucro delle protesi può essere di 3 tipi: testurizzato, liscio o nano-testurizzato.

  • Le protesi testurizzate presentano la superficie ruvida. La testurizzazione è nata con la speranza di ridurre le contratture capsulari. In realtà, molteplici studi hanno dimostrato che non c’è alcuna differenza tra protesi lisce o testurizzate per quanto riguarda il tasso di contrattura capsulare. La testurizzazione, invece, rimane necessaria per le protesi anatomiche per impedirne la rotazione perché permette alla protesi di aderire ai tessuti. Si possono trovare protesi testurizzate in forma anatomica o rotonda.
  • Le protesi liscie o nano-testurizzate hanno, invece, un involucro più morbido che contribuisce anche alla riduzione della loro palpabilità.  Possono essere rotonde o ergonomiche.

Tenendo conto della forma, si possono suddividere in:

  • Protesi anatomiche a goccia, in virtù della presenza di un gel molto coesivo, permettono di mantenere la forma anatomica della mammella, con un riempimento maggiore del polo inferiore e minimo a livello superiore.
  • Protesi rotonde, assicurano un riempimento anche a livello del polo superiore della mammella che può essere maggiore o minore in funzione del tipo di gel di silicone utilizzato e della sede di impianto.
  • Protesi ergonomiche, l’ultima generazione di protesi. Protesi rotonde costituite da un gel di silicone particolarmente morbido, simile alla consistenza del seno naturale. Se posizionate in alloggiamento sottomuscolare con tecnica dual-plane permettono un risultato estremamente naturale per forma, consistenza e comportamento perché è la protesi stessa che assume una forma a goccia e si adatta alla forma mammaria in ogni suo movimento.

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Le protesi mammarie in Poliuretano

La particolare consistenza del poliuretano ha il vantaggio di ridurre quasi completamente la possibilità di “contrattura capsulare”, una reazione indesiderata causata dall’eccessivo indurimento della capsula di tessuto che può formarsi spontaneamente attorno all’impianto, dopo il suo inserimento.

Le protesi in poliuretano permettono inoltre di eliminare il rischio di rotazione o spostamento dell’impianto, caratteristica che le rende perfette soprattutto per la conformazione anatomica.

Questi vantaggi dipendono dal fatto che il poliuretano aderisce maggiormente rispetto alle normali protesi in silicone “testurizzate”, fissandosi ai tessuti.

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Il volume più adatto a te: Enhance Kit - Breast Boost Pack

Grazie ad una grande varietà di sizers di prova è possibile vedere come potrebbe diventare il proprio seno: tenendo conto delle misurazioni anatomiche effettuate durante le visite preoperatorie e delle aspettative della paziente è possibile confezionare su misura la scelta della protesi mammaria più adeguata. Nei casi in cui le pazienti siano indecise sul volume scelto, possono beneficiare del kit di sizer Enhance, costituito da un morbido reggiseno e da due protesi speciali in silicone che permettono di ricreare la taglia, il volume e l’effetto ottenibile dopo la mastoplastica additiva.

Il kit può essere indossato sotto i vestiti nei giorni successivi alla visita e permette alle pazienti di provare in totale libertà l’effetto che si ottiene con il tipo di protesi scelto, confermando o scegliendo un volume differente (più grande o più piccolo). Enhance è un valido aiuto per le pazienti che possono essere condizionate da un timore iniziale o dai giudizi delle persone vicine, permettendogli di scegliere in completa intimità il seno che hanno sempre desiderato.

La preparazione all'intervento

La paziente ha un ruolo centrale nel processo decisionale di tutte le componenti dell’intervento; durante le visite preoperatorie, dopo aver preso tutte le misurazioni anatomiche necessarie, il Dottor Marsili mostra le fotografie dei risultati operatori che si possono ottenere. Non solo: decido insieme alla paziente ogni variabile dell’intervento, dopo averne esposto tutti i vantaggi e i limiti di ciascuna. Ferme restando alcune limitazioni che pongo in maniera assoluta per evitare procedure rischiose o che nel tempo possono causare danni iatrogeni, la paziente è guidata al fine di esaudire veramente i suoi desideri. Infatti, ad oggi, grazie alla possibilità di utilizzare 4 tipi di protesi differenti (rotonde, anatomiche, ergonomiche e in poliuretano) è possibile ottenere su ciascuna paziente risultati molto diversi in termini di forma, consistenza e comportamento del nuovo seno: prerogativa del dottore è quello di fare il seno che la paziente desidera, sempre nel rispetto dei limiti anatomici di partenza.

Prima dell’intervento è necessario sottoporsi ad una serie di esami pre-opeatori (esami del sangue, elettrocardiogramma) ed effettuare la visita anestesiologica, in modo tale  da verificare che la paziente sia idonea a sottoporsi all’intervento chirurgico.

È necessario sospendere alcuni farmaci, come ad esempio la cardioaspirina o gli anticoagulati orali ed è consigliato interrompere i contraccettivi orali. Farmaci antipertensivi  o per altre patologie, salvo casi particolari, devono essere continuati anche il giorno stesso dell’intervento.

È necessario rispettare infine otto ore di digiuno per liquidi e solidi prima dell’intervento.

Le incisioni

La scelta dell’incisione dipende dai desideri della paziente e dalle sue caratteristiche anatomiche. Le vie di accesso possibili sono 3:

  • PERIAREOLARE: la cicatrice viene effettuata lungo il bordo inferiore dell’areola, in modo tale che la pigmentazione areolare possa nascondere la cicatrice nel tempo e divenire quasi impercettibile. Questa via di accesso è possibile quando il diametro areolare è maggiore di 3.5 cm.
  • INFRAMAMMARIA: è la via di acceso classica, la cicatrice viene nascosta nel polo inferiore della mammella, lungo il solco inframmario. La lunghezza della cicatrice dipende dal chirurgo, in generale 4/4.5 cm sono sufficienti per poter introdurre una protesi anche di dimensioni importanti. Questa cicatrice offre il vantaggio di non avere alcun rischio di interrompere i dotti ghiandolari ed è possibile nasconderla adeguatamente quando il polo inferiore della mammella è già sviluppato.
  • ASCELLARE: in casi selezionati è possibile effettuare una cicatrice nel cavo ascellare che permette di evitare la presenza di cicatrici a livello mammario.

Per tutte e tre le vie di accesso il Dott. Marsili effettua una cicatrice massimo di 3-4 cm.

La sede dell’incisione è una scelta importante, il suo ruolo è infatti quello di spiegare vantaggi e svantaggi di ciascuna perché la paziente possa effettuare una scelta veramente consapevole.

Per ridurre al minimo la visibilità delle cicatrici viene effettuata una particolare sutura che prevede l’assenza di nodi interni e di punti esterni che dovrebbero poi essere rimossi; inoltre, nel periodo postoperatorio si prescrivono delle medicazioni al fine di migliorare ulteriormente la guarigione delle cicatrici che, con il tempo, diventeranno sempre meno visibili.

La posizione della protesi

In relazione al posizionamento della protesi, è possibile effettuare cinque tipi di intervento:

  • RETROGHIANDOLARE: viene effettuato uno scollamento smusso sopra il grande pettorale (piano di Chassaignac), conservandone la fascia intatta. È l’intervento classico e più rapido, con un post-operatorio particolarmente rapido e leggero. Questa tecnica è indicata solo in presenza di una ghiandola di notevoli dimensioni (pinch test di 3 cm almeno) che permetta di coprire adeguatamente la protesi.
  • SOTTOFASCIALE: un’altra tecnica semplice nell’esecuzione consiste nello scollare la fascia muscolare, privandone il gran pettorale, per poter alloggiare al di sotto di essa la protesi in modo tale che abbia una copertura maggiore.
  • RETROMUSCOLARE TOTALE: comporta l’inserimento della protesi in un piano completamente retromuscolare, costituito sollevando il gran pettorale ma anche parte del muscolo obliquo esterno e del dentato. Permette una copertura totale della protesi che, però, ha una tendenza elevata a risalire verso l’alto.
  • RETROMUSCOLARE PARZIALE: con questa tecnica si procede direttamente a sollevare il muscolo gran pettorale dalle coste e dal piccolo pettorale. Permette una copertura maggiore della protesi riducendo il rischio di dislocazione verso l’alto delle protesi.

Un cenno particolare merita la tecnica definita “COMPOSIT BREAST AUGMENTATION” che combina nello stesso intervento il lipofilling della mammella con l’impianto di una protesi mammaria. Il vantaggio è quello di poter utilizzare delle protesi più piccole per ottenere lo stesso volume finale. Inoltre è possibile, grazie alle iniezioni di grasso, aumentare lo spessore del tessuto mammario, in modo tale da poter garantire una copertura adeguata anche posizionando una protesi in sede retroghiandolare. In questa maniera, è possibile velocizzare il recupero post-operatorio e migliorare tutta la silhouette grazie alla liposcultura.

La tecnica dual plane - Parzialmente retromuscolare

Fra le varie tecniche, quella ad oggi considerata il “Gold Standard” per gli interventi di mastoplastica additiva, è la tecnica Dual Plane ossia la tecnica più all’avanguardia e con i maggiori vantaggi, che permette di ridurre i tempi di convalescenza e di ottenere un risultato ancora più naturale.

La tecnica Dual Plane rappresenta l’evoluzione della tecnica retromuscolare e consiste nel posizionamento della protesi mammaria dietro al muscolo grande pettorale, lasciando libera la parte inferiore della protesi in posizione retroghiandolare e garantendo al tempo stesso la copertura della porzione superiore e mediale.

Si distinguono tre tipi di Dual Plane sulla base dell’ampiezza dello scollamento retroghiandolare:

  • DUAL PLANE TIPO I con scollamento retroghiandolare fino al margine inferiore dell’areola
  • DUAL PLANE TIPO II con scollamento retroghiandolare fino all’altezza del capezzolo
  • DUAL PLANE TIPO III con scollamento retroghiandolare fino al margine superiore dell’areola

Il tipo di dual plane da effettuare viene scelto sulla base della conformazione anatomica della mammella (più la mammella è ptosica, più la dissezione retroghiandolare deve essere ampia).

Questa procedura offre molti vantaggi:

  • Recupero post-operatorio più rapido e leggero con riduzione del dolore post-operatorio e un ritorno alle normali attività più veloce
  • Maggiore sicurezza e copertura dell’impianto con ridotta visibilità dei bordi della protesi e la riduzione del rischio di wrinkling cutaneo
  • Forma estremamente naturale perché il muscolo schiaccia la parte alta della protesi, rendendola più a goccia
  • Migliore riempimento del polo inferiore nelle mammelle rilassate (evitando il fenomeno del double bubble)
  • Correzione di seni cadenti senza cicatrici aggiuntive
  • Facilità di esecuzione di esami diagnostici (come la mammografia)
  • Ottima proiezione della mammella nella sua area centrale
  • Diminuzione del rischio di contrattura capsulare
  • Associata all’utilizzo di protesi rotonde morbide, permette di non correre il rischio di rotazione dell’impianto e di ridurne la visibilità mantenendo al contempo un risultato naturale a livello del polo superiore

In casi particolarmente selezionati può essere indicata una tasca sottoghiandolare ma per la maggior parte dei casi il Dott. Marsili adotta la tecnica Dual Plane, adattandola su ciascuna conformazione ghiandolare. Ciò permette di ottenere un risultato più naturale grazie ad una maggiore copertura della protesi, di ridurne la visibilità, la palpabilità nel tempo e permette, inoltre, di risollevare seni leggermente cadenti senza ricorrere a cicatrici aggiuntive. Inoltre, l’ulteriore vantaggio è quello di ridurre il periodo di convalescenza, riducendo notevolmente il dolore, poiché permette di allentare le tensioni sul muscolo gran pettorale.

Postoperatorio

Nei  due giorni successivi all’intervento, la paziente può avere una sensazione di tensione mammaria che è facilmente controllabile con gli analgesici; può essere comune il gonfiore e qualche ecchimosi. La sensibilità del seno e la possibilità di allattamento è conservata.

Effettuando particolari accortezze tecniche durante l’operazione, l’intervento di mastoplastica additiva permette un recupero post-operatorio particolarmente rapido e leggero:

  • Il giorno successivo l’operazione avviene la prima medicazione che consiste nel rimuovere la medicazione compressiva e sostituendo il tutto con un comodo reggiseno sportivo che deve esser portato per 3 settimane.
  • Il Dott. Marsili non utilizza drenaggi aspirativi e già il giorno successivo l’intervento è possibile farsi la doccia e muovere le braccia tranquillamente, avendo cura, però, di non sollevare pesi importanti (10-15 kg) durante le prime due settimane.
  • La paziente non deve effettuare alcuna medicazione.

È comunque necessaria una interruzione dalle attività sportive per 4 settimane.

Le visite postoperatorie incluse sono programmate per il giorno successivo, a 1 settimana, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi ed ogni anno successivo all’intervento.

Il risultato, sebbene non quello definitivo, appare gratificante già dopo pochi giorni l’intervento. Risultato definitivo a 3-6 mesi.

Sicurezza e possibili complicanze

La mastoplastica additiva è un intervento generalmente senza complicazioni se effettuato da chirurghi plastici che sono in possesso di adeguata formazione. In Italia, purtroppo, potete essere sicuri che il vostro medico sia in possesso della specializzazione in chirurgia plastica soltanto chiedendo all’ordine dei medici di appartenenza. A differenza di molti altri paesi infatti, la specializzazione in chirurgia plastica estetica non è necessaria per legge e risulta particolarmente difficile da parte dei pazienti essere certi di rivolgersi ad un vero specialista.

Nonostante la rarità, sono possibili alcune complicanze quali:

    • Contrattura capsulare; questa è la complicanza più frequente (3-4% dei casi); sebbene rara, per ridurne ulteriormente il rischio  il Dott. Marsili effettua un impianto della protesi dietro il muscolo, prescrive degli automassaggi da fare la mattina sotto la doccia già a partire dalla prima settimana postoperatoria e prescrive un farmaco specifico senza effetti collaterali.

Complicanze molto più rare possono essere:

  • Infezioni, che possono necessitare di adeguata terapia antibiotica; per scongiurarne il rischio, il Dott. Marsili esegue l’intervento presso la Casa di Cura San Rossore, una delle più rinomate cliniche a livello nazionale e che garantisce uno standard di sicurezza e igiene elevato (ISO 5); inoltre, durante l’intervento eseguo le procedure di sterilità dimostrate più efficaci (no-touch technique) e una copertura antibiotica mirata nel periodo postoperatorio.
  • Ematomi, sono una complicanza generica di ogni intervento chirurgico; sebbene molto rari, possono richiedere un drenaggio.
  • Alterazioni, di sensibilità che generalmente si risolvono al massimo in 6-12 mesi

Recentemente, le protesi testurizzate sono state associate ad una forma molto rara di linfoma a basso grado di malignità (linfoma a grandi cellule ) che si manifesta con l’insorgenza di una raccolta liquida peri-protesica (sieroma). In particolare, solo un tipo specifico di testurizzazione è stata associata al linfoma a grandi cellule (tutti  i casi riportati sono relativi a una sola azienda produttrice di protesi). Fortunatamente, le protesi rotonde o ergonomiche non necessitano di un involucro testurizzato in quanto l’eventuale rotazione non comporta alcun problema e, quindi, garantiscono una assoluta sicurezza.                    

La cicatrizzazione è in genere ottimale e dopo alcuni mesi le cicatrici diventano quasi invisibili. Per ridurre al minimo il rischio di cicatrizzazione non desiderata, il Dr Marsili esegue una particolare sutura e cura postoperatoria mediante creme specifiche.

Screening mammario e protesi

Lo screening mammario non è alterato dalla presenza di protesi e si possono effettuare mammografie ed ecografie routinarie senza alcun problema. Può facilitare l’esame mammografico la tecnica di Eklund che si tratta semplicemente di tirare il tessuto mammario mentre si spinge la protesi verso il torace.

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