Otoplastica

Chirurgia estetica degli orecchi per la correzione di orecchie prominenti o troppo grandi e la ricostruzione del lobo.

Otoplastica a Pisa, Lucca, Livorno

Le alterazioni di forma dell’orecchio, come ad esempio le orecchie prominenti (dette “a sventola”), possono essere corrette mediante un intervento chirurgico semplice e sicuro, eseguibile in anestesia locale.

Le orecchie “a sventola”

Il problema delle orecchie a ventola non influisce sulla funzionalità dell’organo, tuttavia, dal punto di vista estetico, può essere fonte di disagio psicologico. L’inestetismo si manifesta a causa di una malformazione della cartilagine del padiglione auricolare che, essendo priva di una plica chiamata antelice, anziché piegarsi a forma di conca rimane diritta e sporgente.

L'età giusta per l'intervento di otoplastica

Non esiste un’età particolare in cui sia più indicato affrontare l’intervento di otoplastica, a condizione che l’orecchio abbia completato il proprio sviluppo: ciò avviene attorno al 6°-7° anno di età, motivo per cui è possibile correggere le orecchie a sventola già in età scolare.

L'intervento di otoplastica

L’intervento viene eseguito attraverso una piccola incisione dietro la piega dell’orecchio, da cui si accede alla cartilagine per rimodellarla adeguatamente.

La tecnica chirurgica adatta deve tener conto di molti aspetti, fra cui la forma delle orecchie, la loro dimensione in relazione al volto, il risultato che si desidera raggiungere. È compito del chirurgo individuare il tipo di intervento più adatto caso per caso, in modo da poter realizzare le singole aspettative del paziente mantenendo comunque le giuste proporzioni nel volto.

La tecnica del dr Marsili

Al fine di ridurre le complicanze più frequenti legate a questo intervento, eseguo alcuni accorgimenti particolari:

  • non rimuovo la cute retroauricolare come nell’otoplastica classica, perché non voglio modificare la forma dell’orecchio attraverso la messa in tensione della cute ma attraverso il solo rimodellamento della cartilagine interna. Questo mi permette di ridurre notevolmente il rischio di cicatrizzazione ipertrofica
  • mantengo i tessuti sottocutanei sotto l’incisione a copertura della sutura cartilaginea interna, con il vantaggio di ridurre notevolmente il rischio di estrusione dei punti interni.
  • a differenza dell’otoplastica classica, non eseguo una raspatura della cartilagine sulla faccia esterna e non eseguo tagli cutanei sulla cute visibile che sono all’origine di esposizioni cartilaginee o cicatrizzazioni visibili
  • valuto attentamente la forma dell’orecchio e le varie pieghe cartilaginee presenti: per me l’otoplastica non vuol dire soltanto cercare di avvicinare l’orecchio alla testa, ma conferirgli anche una forma piacevole. Ecco perché eseguo una combinazione fra le varie tecniche di sutura e indebolimento cartilagineo e di riduzione della conca (concotomia).
Dopo l’intervento

Alla fine dell’intervento viene posta una medicazione elastocompressiva da tenere 5-7 giorni che viene sostituita con una normale fascia per capelli da mantenere per un’altra settimana. Non ci sono punti cutanei da rimuovere.

Il postoperatorio non è doloroso ed è adeguatamente controllato dalla terapia antidolorifica.

Nei giorni successivi all’intervento è possibile effettuare tutte le normali attività quotidiane ma è consigliato un certo grado di riposo nei primi giorni. È possibile riprendere le attività sportive già dopo due settimane, mentre si devono attendere 4 settimane per gli sport da contatto.

Le visite postoperatorie

Il giorno successivo il dr Marsili esegue la prima medicazione; quindi le ulteriori visite sono programmate a distanza di 5-7 giorni, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 1 anno.

Le cicatrici

Le cicatrici residue dell’otoplastica risultano invisibili in quanto nascoste nella piega posteriore del padiglione auricolare e sono oggetto di particolare attenzione da parte del chirurgo per evitare una eventuale cicatrizzazione ipertrofica.

Il risultato

I risultati dell’otoplastica sono visibili fin da subito e sono permanenti.

Earfold

Earfold è lultima innovazione per il trattamento delle orecchie a ventola: si tratta di una clip metallica che piega la cartilagine auricolare e che può essere impiantata con un breve intervento di qualche minuto in anestesia locale. Gli effetti sono immediati, la clip risulta invisibile e non è necessario portare alcuna fascia compressiva nel periodo postoperatorio.

Può essere utilizzata sia nelle donne che negli uomini, a partire dai 7 anni di età. È indicato nei casi in cui le orecchie a sventola siano causate dalla mancanza di piega dell’antelice, in assenza di ipertrofia della conca.

Prima dellintervento, è possibile determinare l’effetto ottenibile grazie all’utilizzo di una clip esterna malleabile (Prefold) che permette al paziente ed al chirurgo di definire l’effetto desiderato, scegliendo la posizione migliore ove impiantare Earfold.

Al fine di ottenere un risultato estetico piacevole, Earfold non è indicato nei pazienti che presentano una ipertrofia eccessiva della conca auricolare. In questo caso è consigliabile eseguire l’intervento classico di otoplastica che permette di rimodellare adeguatamente tutta la cartilagine auricolare.

Earfold permette un intervento rapido con immediato recupero postoperatorio, tuttavia, sono possibili alcune complicanze classiche di ogni intervento chirurgico: ecchimosi ed una certa dolenzia possono essere presenti per alcuni giorni nel postoperatorio. Eccezionalmente possono verificarsi infezioni o esposizione della clip.

Vantaggi:

  • Anestesia locale
  • Risultati immediati
  • Nessun bendaggio compressivo
  • Rapidità
Schisi del lobo auricolare

La schisi del lobo auricolare (divisione del lobo auricolare) si verifica soprattutto a seguito dell’uso continuativo di orecchini pesanti o, talvolta, per traumi. Gli orecchini pesanti, infatti, tendono a gravare sul buco dell’orecchio fino a farlo allargare progressivamente fino a che, nei casi completi, non si apre completamente in due.

Con una piccola operazione in anestesia locale può essere ripristinata l’integrità del lobo auricolare e già dopo 4 settimane si possono indossare nuovamente gli orecchini. La cicatrice che ne risulta diventa praticamente invisibile dopo pochi mesi e la forma del lobo auricolare viene mantenuta completamente.

È sconsigliabile, comunque, eseguire il nuovo buco dell’orecchio sulla cicatrice effettuata perché potrebbe essere troppo fragile e portare alla sua precoce riapertura. Per non incorrere in questo tipo di problemi, è consigliabile eseguire il nuovo foro per orecchini subito accanto alla cicatrice.

Alla fine dell’intervento viene posta una piccola medicazione da mantenere fino al controllo successivo (5-7 giorni). Non sono richieste medicazioni domiciliari e non ci sono punti cutanei da rimuovere.

Altre volte, può essere necessario ricostruire tutto il lobo auricolare a seguito dell’utilizzo di dilatatori o piercing che vengono progressivamente aumentati di diametro. Anche in questi casi, grazie a una tecnica opportunamente modificata, è possibile ricostruire la normale anatomia e forma del lobo auricolare.

Riduzione del lobo auricolare troppo grande

Alcune volte, i lobi auricolari possono essere eccessivamente lunghi o larghi, in rapporto alla morfologia del viso e delle orecchie stesse. La riduzione della lunghezza dei lobi auricolari è una domanda piuttosto frequente in quanto gli esiti cicatriziali sono minimi e ben poco evidenti, permettendo un miglioramento notevole della forma dei lobi.

Grazie ad un piccolo intervento in anestesia locale pura, è possibile migliorare la forma e la lunghezza del lobo auricolare. Al termine dell’intervento viene posta una piccola medicazione che deve essere mantenuta in sede sino al primo controllo post-operatorio (5-7 giorni). Non ci sono punti cutanei da rimuovere.

Le cicatrici sono in genere ben poco evidenti e dopo pochi mesi diventano generalmente praticamente invisibili. Dopo 4 settimane dall’intervento è possibile effettuare un foro sul lobo auricolare per portare nuovamente gli orecchini.

Sicurezza e possibili complicanze

L’intervento di otoplastica è sicuro con rapida ripresa sociale se eseguito da specialisti qualificati per questo tipo di chirurgia e in cliniche adeguate. In Italia, a differenza di altri paesi, non è obbligatoria per legge la specializzazione in chirurgia plastica estetica ed è possibile essere certi che il vostro chirurgo ne sia in possesso soltanto informandosi presso l’ordine dei medici di appartenenza. Master di secondo livello o altre denominazioni bizzarre non sono certamente equiparabili. Rivolgersi ad un vero specialista permette di ridurre i rischi e i risultati non soddisfacenti correlati a questo tipo di intervento.

Le possibili complicanze sono molto rare e comprendono: l’ematoma, l’infezione, la cicatrizzazione ipertrofica e la recidiva che può richiedere un piccolo ritocco.

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